Call for Essays

Versione italiana

Marcel Duchamp, L.H.O.O.Q, 1919

 

VCS – Visual Culture Studies

 

  Call for Essays

#11

 

"Duchamp contemporaneo"

a cura di Federico Vercellone, Luisa Sampugnaro e Danilo Eccher

 

 

Marcel Duchamp è oggi considerato uno degli artisti cruciali del XX secolo a livello mondiale. La sua influenza non smette di sollecitare una varietà di sfere della produzione artistica così come della ricerca critica e filosofica, continuando ad estendersi ben oltre i limiti circoscritti del mondo dell'arte. Questa impressionante vitalità ispira VCS #11, numero che sarà dedicato al tema “Duchamp contemporaneo”. Il punto di partenza inequivocabile è che la densità concettuale e il rilievo artistico del discorso, del gesto e della poetica duchampiane sono lontane dall’aver esaurito il loro potenziale. Se qualcosa come una eredità di Duchamp vive nella nostra epoca, essa risiede anzitutto nel fatto che gli elementi nodali di quell’esperienza rilanciano nel cuore degli anni Duemila la perenne vocazione “tellurica” dell’arte: aprire varchi nella prassi e punti di frizione nello schema culturale dominante; forzare l’immaginario; sovvertire la percezione del tempo, dello spazio, dell’oggetto; rimettere in questione lo statuto delle istituzioni ed elicitarne i meccanismi occulti; interrogare il perimetro operativo della triade lavoro/produzione/opera; porre in questione l’incardinamento dell’arte nella sfera dell’autonomia e della compensazione simboliche. Ora, questo vasto campo problematico che Duchamp ha aperto è destinato ad incarnarsi in forme e dimensioni discorsive inedite se lo assumiamo alla luce della rifrazione tra il mondo dell’arte contemporanea e le sfide principali che impegnano il XXI secolo: la crisi ecologica e il postumano; l’estendersi sempre più assorbente della tecnosfera; il legame fra sovraesposizione sensoriale e dinamiche di anestetizzazione (Senaldi 2019); il paradigma capitalismo-accelerazione (Rosa 2015; Haladyn 2022); l’avanzata dei populismi, il consumo d’immagini e il suo riverbero sull’inconscio collettivo; la tentazione dell’inorganico che alimenta il riapparire sempre più insistente del fantasma nucleare.

Alla luce di queste vaste premesse, VCS #11 intende interrogare il carattere contemporaneo della nostra relazione con Marcel Duchamp da una pluralità quanto più marcata di approcci sotto il profilo metodologico e disciplinare. Lo scopo è di costruire uno screen multidimensionale in cui filosofi, teorici dell'immagine, critici e curatori, storici dell'arte e artisti possano proporre approcci che sfidano le narrazioni consacrate dell’opera duchampiana e ne risemantizzano l’influenza in funzione degli sviluppi attuali e futuri dell'arte e della cultura materiale, nell’attuale quadro del capitalismo globalizzato (Haladyn 2022). Da ciò discende anche una necessaria riconsiderazione della dimensione politica immanente al lavoro di Duchamp, così come al dispositivo che informa la sua arte (Echaurren 2019). In un testo rimasto cruciale, Hayles (1999) ha descritto il processo epocale tramite cui la concezione dell’individuo propria della tradizione umanistico-liberale ha lasciato lentamente il posto a quella di un soggetto postumano, che si determina in completa simbiosi con il digitale. Tale processo non è neutrale e ha come suo precipitato la grande illusione che l'informazione possa prescindere dalla materia all'interno di molti campi del sapere e della vita. Il lavoro di Duchamp, proprio come il paradigma digitale nel quale siamo immersi, è inoltre incentrato su una serie di nozioni chiave che hanno pertinenza cruciale per l'estetica e il mondo delle arti contemporanee: simulacro, archivio, ripetizione, incorporazione e medium (Galati 2017). Nel paradigma emergente dall'integrazione vivente fra umanità e intelligenze artificiali generative riecheggia l'anelito di Duchamp ad immaginare l'umano come una macchina. Questo apre per la riflessione un panorama di sfide e criticità che hanno certamente a che fare – tra gli altri – con il ripensamento radicale dei valori che hanno forgiato la modernità. 

Di seguito un elenco non esclusivo delle possibili tematiche da approfondire:

·         Accelerazione e ready-made

·         Duchamp e l'estetica contemporanea

·         Duchamp politico

·         Duchamp e il postumano

·         Duchamp e l'archivio/il digitale/ l’IA

·         Nuove forme del processo creativo e dinamiche di soggettivazione

·         Pensare la crisi ecologica con Duchamp

·         L’arte di Duchamp e il capitalismo globalizzato

Riferimenti bibliografici:

 

M. Senaldi, Duchamp. La scienza dell’arte, Meltemi 2019.

H. Rosa, Accelerazione e alienazione. Per una teoria critica del tempo nella tarda modernità, Einaudi 2015.

P. Echaurren, Duchamp politique, Postmedia 2019.

G. Galati, Duchamp meets Turing, Postmedia 2017

J. J. Haladyn, Duchamp Accelerated: Contemporary Perspectives, Bloomsbury 2023.

J. J. Haladyn, Duchamp, Aesthetics and Capitalism, Routledge 2022.

N. K. Hayles, How We Became Posthuman: Virtual Bodies in Cybernetics, Literature, and Informatics, University of Chicago Press 1999.

B. Marcadé, Marcel Duchamp. La vita a credito, nuova ed. ampliata, Johan & Levi 2025.

 

 

Indicazioni operative:

 

Studiose e studiosi interessati a partecipare sono invitati a inviare un proposal entro e non oltre il 15 gennaio 2026. Il proposal deve avere una lunghezza di circa 300 parole (compresa una bibliografia essenziale) e una biografia di 100 parole.

Tutti i materiali e le comunicazioni relative alla pubblicazione vanno inviati alle mail della redazione e dei curatori:

federico.vercellone@unito.it

luisa.sampugnaro@unito.it

danilo.eccher@gmail.com

vcs@vcsmimesis.org

 

L’accettazione dei proposal sarà comunicata il 30 gennaio 2026. Gli autori delle proposte selezionate invieranno il proprio contributo entro il 31 marzo 2026. L’estensione raccomandata per i saggi è compresa tra 8000 e 10000 parole, note e bibliografia incluse. Le norme editoriali di riferimento sono consultabili e scaricabili all’indirizzo https://vcsmimesis.org/norme-redazionali.

Gli articoli devono essere corredati da un abstract di 200 parole, da tre a cinque parole chiave e da una nota bio-bibliografica riferita all’autore o agli autori di massimo 100 parole. Abstract, parole chiave e nota bio-bibliografica devono essere redatti sia in inglese sia in italiano.

Sono benvenuti articoli in inglese, italiano, francese. Gli articoli possono essere accompagnati da immagini, rispetto alle quali gli autori devono tuttavia assicurare con certezza il possesso dei diritti di riproduzione. I saggi vengono sottoposti a valutazione tramite doppio cieco. I pareri dei referee vengono rimandati agli autori entro il 30 aprile 2026. Nel caso i referee suggeriscano modifiche, gli estensori avranno tempo fino al 15 maggio 2026 per inviare il loro contributo con le opportune correzioni. Per tutto quanto non è indicato in questo CFE, si rinvia alla policy della rivista che si possono consultare e scaricare all’indirizzo https://vcsmimesis.org/norme-etiche.

  

 
PDF CFE #11